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5 MOTIVI PER CUI NON CI INTERESSA L’ALGORITMO DI FACEBOOK

In questi giorni si parla molto dell’upgrade dell’algoritmo di Facebook e la verità è che mi viene da sorridere perché sto assistendo a riunioni di marketing che hanno come obiettivo: “Sfruttare al meglio il nuovo algoritmo di Facebook”.

Io spero proprio che in un ufficio marketing si possa fare decisamente meglio.

Prima di parlare di questo ormai fantomatico algoritmo, conviene fare un paio di riflessioni preliminari.

Facebook è un social network che ha l’obiettivo di far interagire le persone e permettere la condivisione dei contenuti e, cosa più importante, è anche un’azienda che come principale obiettivo ha quello di produrre fatturato e utili. Senza profitti, niente Facebook, giusto per essere chiari. Facebook, dunque, deve fatturare. Anzi: deve generare tonnellate di utili, attraverso la sua Mission: “Rendere il mondo più aperto e connesso”. Tutto qui.

A questo punto, torniamo a Zuck, il quale ha dichiarato che: “…visualizzeremo meno video, inserzioni pubblicitarie e link ad articoli che fanno capo ad aziende, brand o pagine.” 

 

Il che potrebbe sembrare strano, visto che Facebook guadagna attraverso la pubblicità che vende alle aziende. Perché le aziende pagano Facebook?

Le aziende pagano Facebook perché:

  1. Qualcuno ha detto loro che funziona
  2. Lo fanno tutti
  3. Sanno che Facebook ha circa 27 milioni di iscritti profilati solo in Italia.

In realtà, l’unico motivo sensato per pagare Facebook è il terzo, perché tutti gli altri sono semplicemente una perdita di tempo e denaro: 27 milioni di iscritti profilati sono una miniera d’oro per un’azienda che voglia commercializzare i propri beni e servizi a un pubblico specifico. Ebbene, queste aziende (quelle che investono per il motivo numero 3), investono solo se hanno risultati.

Naturale, dunque, che Facebook abbia come obiettivo quello di mantenere e far crescere i 27 milioni di utenti in Italia. Per farlo, sa che deve migliorare la Customer Experience, cioè  l’esperienza dell’utente: deve rendere più piacevole la sua navigazione e deve fornirgli contenuti ludici e seri che piacciano alla persona che curiosa sulla home. Facebook sa cosa ci piace e cosa non ci piace, conosce i nostri gusti e si impegna a mostrarci contenuti simili a contenuti con i quali interagiamo più frequentemente. Se il content proposto fosse solo pubblicitario, o se fosse troppo ricco di materiale mediocre, staremmo meno sulla sezione notizie e andremmo a curiosare in qualche altro social. Il che significherebbe un crollo di investimenti da parte di quelle aziende che vogliono che la gente stia incollata allo schermo.

La questione dell’algoritmo nuovo, dunque, ha proprio a che fare con questo. Facebook deve e vuole impegnarsi a non propagare fake news e contenuti ridicoli, oppure annunci pubblicitari privi di interesse, mediocri sia per contenuto sia per struttura comunicativa. Resta da chiedersi come Facebook faccia a capire che i contenuti sono di qualità.
Lo capisce perché i contenuti di qualità hanno molte interazioni… così come anche le fake news, perché costruite ad arte per farle condividere 😉

L’innovazione dell’Algoritmo è proprio atta a risolvere questa questione!

L’innovazione dell’Algoritmo ha il fine di migliorare la propagazione di contenuti di valore, da ovunque essi arrivino e bloccare i contenuti non di valore.

Facebook, in pratica, non vuole vedere storie del tipo: “compra il mio prodotto perché è il migliore”, oppure “i marziani sono arrivati sulla Terra per dirci che i vaccini sono lo strumento di controllo del Pianeta!”.

Facebook vuole vedere storie del tipo: “Hai questo problema? Guarda qui come puoi risolverlo!”, oppure “Ecco a te elementi utili e concreti che possono migliorare la tua vita”.

Facebook vuole vedere contenuti che siano utili alle persone, contenuti che facciano sorridere la gente, contenuti che interessino: vuole diventare un editore, con contenuti più importanti e calibrati per le persone che frequentano le sue pagine!

Riassumendo: se sei una azienda di valore, evita perciò di impegnarti a capire il nuovo algoritmo di Facebook e impegnati, piuttosto, a generare contenuti ingaggianti e interessanti per le persone che hai scelto come clienti. Facebook farà del suo meglio affinché tu raggiunga i tuoi obiettivi, perché è nel suo più totale interesse. Non ha compiuto una mossa suicida: ha costretto le aziende a crescere e migliorarsi.

La domanda è: hai le capacità e le risorse per portare avanti questo impegno o ti fidi ancora di quelli che ti propinano il fuffa marketing a base di annunci che puzzano di soldi falsi lontano un km o mail patetiche destinate inevitabilmente allo spam? Gli annunci spazzatura o i mirabolanti funnel che promettono milioni di vendite e che invece arricchiscono solo chi te li vende, hanno i giorni contati. Ti conviene muoverti.

PS: Ah, i 5 motivi? Non ci sono: il titolo, però, era ingaggiante e il contenuto del post di grande valore!

 

PS 2
Immagina di dover dunque preparare la tua brochure, o il tuo sito internet, o il tuo prossimo post da pubblicare sui social. Un post che tenga conto di questo nuovo algoritmo.

Puoi fare da solo, e sperare che vada tutto discretamente.

Puoi affidarti all’ufficio marketing della tua azienda o al genio del marketing che ti vende il solito software per mandare quattro mail con un testo che sembra scritto da un uomo di Neanderthal e che puzza di vendita farlocca lontano duemila chilometri.

Oppure, puoi frequentare un corso strepitoso, in cui poterti confrontare con:

Andrea Saletti, guru del web neuromarketing, autore del bestseller “Neuromarketing e scienze cognitive per vendere di più sul web”;

Daniel Vittori, super esperto di branding personale e aziendale e ideatore del metodo B.U.I.L.D.;

Paolo Borzacchiello, massimo esperto di intelligenza linguistica applicata al business e alla vendita;.

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About Daniel Vittori

Con una laurea in Scienze e tecnologie delle comunicazione, fra i massimi esperti di branding e visibility, ha ideato il metodo B.U.I.L.D. dedicato al branding e al posizionamento. Si occupa anche di marketing strategico e social branding. Consulente di imprenditori e liberi professionisti, divide la sua attività fra la formazione dal vivo e la consulenza on line.

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