RESPIRA

DA MULTITASKING A SINGLETASKING

Nessuno può realmente svolgere più compiti contemporaneamente. In realtà, il tuo cervello sta passando follemente da una cosa all’altra, spesso perdendo dati nel processo. Se il multitasking è così inefficiente, perché le persone lo praticano? Due ragioni: il potere dell’abitudine e una illusione di produttività.

Non prendere per buono quello che ti dico. Sperimenta: prenditi una settimana e in questo lasso di tempo usa un diario dove annoti quando sei in modalità single-tasking e quando sei in regime di multitasking. Prendi nota dei tuoi risultati in quei blocchi temporali e non solo: nota come ti senti, il livello della tua energia, il senso di soddisfazione. Metti tutto assieme e scopri se la tua produttività risente dell’aver affrontato un singolo compito alla volta. Non è finita qui. Aggiungi questa verifica: quanto ricordi di quello che hai fatto in modalità multitasking e quanto in modalità singletasking? Il processo mnemonico risente in primis della fase di acquisizione che dipende dalla capacità di essere mentalmente presente a quello che stai facendo.

Da un punto di vista strettamente scientifico il multitasking crea una dipendenza dalla dopamina, premiando effettivamente il cervello nel perdere la concentrazione e a cercare stimoli esterni. Rispondere al telefono mentre facciamo una ricerca su internet e diamo una controllata alla posta e a whatsapp, modifica i centri del cervello deputati alla ricerca della novità e della ricompensa, provocando uno scoppio di oppioidi endogeni a scapito della nostra concentrazione sul compito da svolgere.

Ci sono indubbiamente dei suggerimenti e degli strumenti che ti possono aiutare a recuperare una modalità di lavoro singletasking. Eccone alcuni:

Raggruppa le tue attività lavorative in categorie. Ad esempio separa il tempo per le e-mail, le telefonate, le riunioni. Quindi esegui separatamente questi compiti nel blocco di tempo loro destinato anziché passare dalle e-mail alle chiamate, di nuovo alle email per andare in riunione e poi tornare alle chiamate.

Riduci le possibilità di distrazione: disattiva (quando puoi) il telefono, disconnettiti dall’account e-mail e così via. Quindi imposta un timer per la quantità di tempo che devi lavorare e registra quanto hai fatto.

Individua dei tempi per le pause e pratica la consapevolezza in quei momenti. Allunga il respiro o fai una passeggiata consapevole.

Usa dei promemoria memoriali per scuoterti dalla modalità pilota automatico.

Imposta un allarme sul telefono: meglio a vibrazione per non disturbare.

Metti la tua consapevolezza nella tua agenda – fissando un appuntamento con te stesso!

Metti una piccola nota o un’immagine sulla tua scrivania per ricordarti di essere consapevole.

Associa determinate attività con la pratica di consapevolezza, come gli orari dei pasti o le riunioni o quando si finisce un compito e ne inizia un altro.

Tutte queste sono opportunità per tornare nel momento presente, per vedere di nuovo te stesso e il tuo ambiente. Fai un piccolo passo indietro e rifletti piuttosto che reagire automaticamente a ciò che ti sta venendo incontro sotto forma di richieste, compiti e sfide.

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About Filippo Scianna

Direttore dell'Istituto Lama Tzong Khapa, è fra le figure più importanti nel panorama nazionale per quanto riguarda buddhismo e mindfulness. Avvocato con un Master in mediazione familiare, civica e penale all'Università degli Studi di Padova, è diventato Istruttore di Mindfulness formato all'interno del programma MBSR (Mindfulness Based Stress Reduction) gestito da AIM (Associazione Italiana Mindfulness).

One thought on “DA MULTITASKING A SINGLETASKING

  1. Roberto Ramuscello ha detto:

    Beh…se non è multitasking questo?…. Vanni De Luca
    https://www.youtube.com/watch?v=2DJnYn2eyOg&index=7&list=LLmMQGFsMPqDG4tOSgrgzCng&t=0s

    Roberto

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