ISPIRA

E SE PANDORA AVESSE RAGIONE?

Gran bufera sulla nuova pubblicità di Pandora, che recita:

UN FERRO DA STIRO,
UN PIGIAMA, UN GREMBIULE,
UN BRACCIALE PANDORA
SECONDO TE COSA LA FAREBBE FELICE?

Sui social (e sui quotidiani) si è scatenata una vera e propria caccia alla streghe, con accuse di sessismo, di uso di stereotipi, anacronismo etc.

Ora, lasciamo per un attimo perdere il mondo perfetto così come dovrebbe essere e concentriamoci sugli aspetti della comunicazione in senso stretto (del resto, in un mondo perfetto programmi come il Grande Fratello non dovrebbero nemmeno esistere, eppure ci sono e sono pure fra i più seguiti).

Quando un’azienda prepara una comunicazione commerciale, dovrebbe pensarla in funzione del suo cliente o del suo possibile cliente, visto che raramente è possibile utilizzare un linguaggio standard che vada bene proprio a tutti. Sono le basi: prima, identifichi il target, poi prepari un messaggio che vada bene per quel target. Detto questo, noi possiamo star qui a sacramentare quanto vogliamo su stereotipi e sessismo, fatto sta che a dicembre l’uomo medio (o mediocre, su questo non mi esprimo) va in crisi di panico e si rifugia nei regali più sicuri (secondo lui): ed ecco spiegate le montagne di elettrodomestici (fra cui, con buona pace delle signore) nei vari Mediaworld e le file di persone che acquistano pigiami nei negozi Tezenis, Yamamay, Oysho e chi più ne ha più ne metta. Noi possiamo dire quel che ci pare, ma la verità è che a Natale i ferri da stiro e i pigiami (con calzettoni antistupro annessi) van via come il pane.

Non si tratta di “sessismo” ma di un dato di fatto: a Natale si regalano calzettoni orrendi, elettrodomestici vari e pigiami bruttissimi. E si tratta anche di guardare in faccia la realtà: nel mondo in cui viviamo (non nel mondo che vorremmo), nella famiglia media (per media si intende a livello statistico) è la donna, di solito, che si occupa di determinate faccende, fra le quali lavare e stirare.

Ecco, dovessi scegliere un argomento per il quale stracciarmi le vesti, sarebbe questo: una società in cui lo “stiro” è roba da donne, mica Pandora che semplicemente lo dichiara. Mi straccerei le vesti per il quotidiano insulto e vilipendio di genere che quotidianamente le donne ricevono ogni volta che una delle sorelle Rodriguez apre le gambe mostrando l’assenza di slip, ogni volta che un’ospite qualsiasi del Grande Fratello apre la bocca, ogni volta che una velina cavalca il palco.

Qui, secondo me, si parla di altro.

Qui si parla di comunicazione.

Chi li acquista questi pigiami? L’uomo che non sa che altro acquistare.
Giusto? Non lo so.
Elegante? Non troppo.
Si può regalare di meglio a una donna? Di sicuro.

Quindi, se il messaggio deve andare a sollecitare idee inconsce in chi lo riceve per poi portarlo a fare quel che l’azienda vuole che faccia, allora il cartellone di Pandora raggiunge il suo scopo: mi immagino l’uomo distratto che cammina nei corridoi della metro di Milano e che ha in testa pensieri che frullano come “mamma mia, è quasi Natale, e ora che faccio? Ma sì, le si è rotto il ferro da stiro, magari le regalo quello che le fa piacere… oppure un bel pigiama che vado sul sicuro. E i calzettoni, che ha sempre freddo ai piedi…”.

Come fai a prendertela con uno così?

La questione, dunque, è questa: se il target di questo cartellone è l’uomo che vive quel genere di pensieri e che si pone quel tipo di domande, allora il cartellone è perfettamente in ricalco, ovvero aderisce perfettamente alla semantica mentale del suo potenziale cliente.

Altra cosa è capire come reagirà una donna ricevendo un oggetto Pandora? Si sentirà offesa o, dovendo scegliere fra pigiamone e gioiello, preferirà comunque il monile blasonato?

La mia opinione è che, alla fine della fiera, la signora che riceverà il braccialetto tirerà un bel sospiro di sollievo, pensando: “almeno per quest’anno, il ferro l’ho scampato”.

 

About Paolo Borzacchiello

Autore del best seller "Parole per vendere" e di altri libri sulla comunicazione e la vendita, è consulente e trainer in comunicazione persuasiva e strategica. Ha creato il metodo HCE® ed è il direttore di wedoIT Academy. Ogni anno forma migliaia di persone dal vivo e segue personalmente la consulenza di politici, imprenditori e manager.

14 thoughts on “E SE PANDORA AVESSE RAGIONE?

  1. valentini-claudia@libero.it ha detto:

    analisi perfetta Tua e anche di chi ha creato questa pubblicità .
    Orgogliosa di essere fuori target!

    1. Paolo Borzacchiello ha detto:

      Felici per il tuo apprezzamento!

  2. claudia_.86@hotmail.it ha detto:

    ripensando allo spot televisivo dello scorso Natale, momento in cui Pandora ha avuto un boom di vendite, ha confermato un uso strategico della pubblicità ai fini di vendita. Grazie per questa interessante lettura e analisi della pubblicità in questione

    1. Paolo Borzacchiello ha detto:

      Piacere nostro! Grazie per il contributo!

  3. linda.nobile@gmail.com ha detto:

    Bravo Paolo, quello che scrivi è verissimo.
    Senza contare che altre pubblicità di gioielli adesso ricalcano proprio Pandora…
    Sarebbe interessante vedere i dati degli acquisti dei “calzettoni antistupro” dopo Natale 😉

    1. Paolo Borzacchiello ha detto:

      Chissà 😉 Vedremo. Intanto, grazie per il contributo.

  4. paolo.corrado@icloud.com ha detto:

    Paolo,hanno commentato solo donne! Non voglio nemmeno pensare che noi uomini siamo visti così “piatti”. Personalmente mi dissocio da tanta piattezza ma non posso che condividere il tuo post…😌

    1. Paolo Borzacchiello ha detto:

      Concordo! Io anche penso di poter fare molto meglio… A presto!

  5. alessandra.rizzo1967@gmail.com ha detto:

    Ciao Paolo,
    sono d’accordo solo parzialmente, per 3 motivi:
    1. Corretto rivolgersi al proprio target di riferimento ma un’altra regola della ‘buona’ comunicazione è ‘non infastidire il resto del mondo’. Nel caso specifico è vero che la comunicazione parla all’uomo medio (target primario) ma il brand suscita un giudizio negativo da parte delle donne e degli uomini un po’ più evoluti. E la reputazione di un brand non si fonda solo sulle valutazioni dei suoi acquirenti e dei suoi user …
    2. Il ferro da stiro e il grembiule rimandano a lavori domestici spesso odiati dalle donne, nonché all’immagine della colf e della casalinga di Voghera….. immagine identificatoria ma poco aspirazionale; perché non scegliere – semmai – regali evocativi di attività domestiche più gratificanti e valorizzanti come cucinare (un frullatore, un robot da cucina)?
    – infine, il grembiule! Appare un po’ ‘stitico’ come regalo di Natale ad una amica/fidanzata/compagna/moglie, no? E Pandora, di nuovo, si rovina la reputazione….

    1. Paolo Borzacchiello ha detto:

      Alessandra, tutte considerazioni molto sensate. In particolare, molto d’accordo con la numero 2. A presto!

  6. enricas70@gmail.com ha detto:

    Buongiorno Paolo,

    Come sempre tanto tanto da imparare e ripassare 😉

    Sono certa che “la divugazione del verbo”, indipendentemente dal genere, pianterà qualche semino di consapevolezza e contagerà anche chi non ha occasione di beneficiarne direttamente.
    Buona giornata

    1. Paolo Borzacchiello ha detto:

      Auspichiamo!

  7. simpatika73@gmail.com ha detto:

    Ho letto la pubblicità da donna e penso che non vorrei ricevere nessuno dei tre oggetti. L’ho letta da uomo e penso che se quell’uomo che la legge pensa ad un regalo per me , non ne prende in considerazione nessuno.
    Personalmente sono convinta che chi fa i regali tanto per farli e seguendo un protocollo sociale, 1- butta via i soldi 2- non rende felice il ricevente.
    Il segreto per fare contento qualcuno è conoscerlo e il segreto per conoscerlo è ascoltarlo… ci si ascoltasse di più e si leggesse meno cartelloni pubblicitari …. ah già ma questo è molto più impegnativo.
    Ciao Paolo un abbraccio…

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