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FUFFA MARKETING PER ALLOCCHI

Ricevo costantemente mail o richieste che puzzano di spam lontano un chilometro. E, per quanto mi dia noia, ci sta. Ma, di recente, il livello è peggiorato. Alla grande. Colpa di tutti quegli pseudo guru del marketing che confondono il marketing con lo spedire a casaccio mail imbarazzanti o pubblicizzare post sui social, parimenti imbarazzanti.

Di recente, nella stessa settimana, ho ricevuto 3 mail identiche. Una di queste la puoi vedere in foto. Analizziamone insieme i geniali contenuti e vediamo di capire perché è oltraggiosa per il cervello di chi legge (che faccia pena, si capisce da sé: è interessante spiegare in che modo contrasta alcuni principi che – invece – dovrebbero essere sacri).

Cominciamo con l’inizio: “Ciao Paolo, siamo in contatto su LinkedIn da diverso tempo”. Il mio cervello rettile entra immediatamente in fase di verifica di questa affermazione, visto che io la persona non la conosco o, almeno, non è fra le mie conoscenze più immediate (ho quasi 9.000 contatti, su quel social).

Poi, il genio del fuffa marketing che ha confezionato questo capolavoro di inutilità, prosegue con alcune affermazioni molto anni ’90, come “sto lanciando un business molto interessante” (dai? davvero?), “in massima espansione” (non l’avrei mai detto) e, meraviglia delle meraviglie, “sto selezionando nella tua zona una persona in gamba, attenta alle novità e dinamica”.

Ciliegina (rinsecchita) sulla torta: “sono spesso in riunione”, che nemmeno a esser gentili soddisfa la legge di scarsità di Cialdini (che si rigirerebbe nella tomba, se potesse. Nel senso che, per fortuna nostra, non può).

Ora, vediamo di capire perché questa mail è inutile e perché chiunque frequenti corsi in cui i relatori ti spiegano come (secondo loro)  far abboccare clienti con mail del genere dovrebbe, come minimo, farsi rimborsare i soldi del biglietto.

Primo: quando scrivi a qualcuno, la prima cosa che dovresti fare è connetterti con il suo cervello rettile, che necessita un ricalco istantaneo. Molto meglio un “Paolo, so che magari non sai chi sono… hai tanti contatti…”, oppure “Probabilmente non ti ricordi di me…”. Molto più onesto, molto più credibile.

Poi: il cervello limbico ha bisogno di empatizzare con la persona che mi scrive. Quindi, partire con “sto lanciando un business molto interessante” è una frase anacronistica, di quelle che i venditori di linguaggio ipnotico della mutua ti passano per incredibile e che, invece, è soltanto tristissima. Siamo nell’epoca della connessione istantanea, per la miseria, delle informazioni precise e immediatamente disponibili. Business interessante? Massima espansione? Persone in gamba? Lasciate che vi dica: il linguaggio “ipnotico” è altra cosa. Questa è schifezza. Il cervello limbico ha bisogno, dicevo, di empatia: un minimo di riferimento a quello che faccio di mestiere, un minimo di descrizione dei vantaggi che potrei ottenere rispondendo a questa mail. Niente. Almeno far finta di aver letto il mio profilo. Sembra l’annuncio per cercare un ragazzino senza lavoro, dai!

Infine: la neocorteccia, quella parte di cervello che ama le guide e i comandi diretti. Vero, ama gli imperativi, lo dico spesso. E, altrettanto, dico spesso che un comando diretto al tuo interlocutore te lo devi meritare. Se mi rompi le palle prima, non puoi dirmi cosa fare dopo. Tutto qui. Glisso, per pietà, sul “in attesa di un tuo riscontro”. Che non ci sarà.

Lo dico con tutto il cuore: il copy, è una cosa seria. È materiale per professionisti e richiede studio, intelligenza e cuore. Diffidate da chiunque vi dica che basta “sparare nel mucchio” e qualcosa arriva. Perché, fosse anche vero che qualcosa arriva, sarebbe comunque spazzatura: contatti vuoti, disinteressati, minus habens come chi scrive questo genere di annunci. Io non ce l’ho con chi manda queste mail, probabilmente in buona fede e semplicemente mal consigliata da qualche cialtrone. Ce l’ho con quei buffoni che propinano questa mercanzia scadente a poveri clienti ignari che pagano credendo di ottenere oro e che ottengono, invece, escrementi. Perché, alla fine, di questo si tratta.

 

Ci vediamo al primo live learning targato wedoIT Academy, a Milano, il 23 e 24 febbraio 2018, dedicato a NEUROMARKETING E NEUROSEMANTICA, in cui puoi imparare come si scrive DAVVERO un copy che funziona. Ci saremo io, Daniel Vittori e il grandissimo Andrea Saletti!

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Le iscrizione aprono ufficialmente il 22/01. Puoi ricevere in anteprima il programma del corso scrivendoci a info@wedoit.academy.

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About Paolo Borzacchiello

Autore del best seller "Parole per vendere" e di altri libri sulla comunicazione e la vendita, è consulente e trainer in comunicazione persuasiva e strategica. Ha creato il metodo HCE® ed è il direttore di wedoIT Academy. Ogni anno forma migliaia di persone dal vivo e segue personalmente la consulenza di politici, imprenditori e manager.

2 thoughts on “FUFFA MARKETING PER ALLOCCHI

  1. farnone87@gmail.com ha detto:

    Fantastico come sempre! Analisi esaustiva, nell’epoca della connessione istantanea… ce n’è di strada da fare!!!

    1. Paolo Borzacchiello ha detto:

      Felici che ti piaccia!

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