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IL SEGRETO DI ELON MUSK

Lo definiscono in molti modi: genio, folle, visionario. Elon Musk, l’unico vero erede di Steve Jobs ha un segreto, che di recente ha confessato in un’intervista rilasciata alla rivista americana Quartz che poi ha fatto il giro del mondo: il learning transfer.

Di che cosa si tratta? Della fine del mito della specializzazione. Fino a qualche tempo fa, nel campo del business e del management, si riteneva che l’imprenditore o il manager dovesse essere eccellente solo in una cosa. Si parlava di sapere verticalizzato: massimo approfondimento di uno specifico segmento di conoscenza.

Oggi le cose stanno in un modo un po’ diverso: molti, intuitivamente, capiscono che sono necessarie competenze diversificate e trasversali. Pochi, tuttavia, ne hanno fatto un metodo come Elon Musk. Il learning transfer consiste, secondo la descrizione che ne fa il fondatore di Paypal, Tesla e SpaceX, nell’approcciare un argomento prima a grandi linee, per poi scendere un po’ più in profondità, ma senza esagerare. Poi, con le idee chiare sull’argomento, passare a confrontarlo con altri argomenti conosciuti, trovando analogie e differenze. In questo modo, il cervello riesce a processare più informazioni diverse e a fare connessioni che, altrimenti, farebbe davvero fatica a fare. Il vero genio, infatti, consiste spesso nel mettere insieme elementi che da soli esistono già e anche altre persone conoscono ma che, miscelati in modo originale e unico, possono dare vita a qualcosa di straordinario. Elon Musk, per questo, è diventato un cosiddetto expert generalist, ovvero un esperto di moltissime cose: lui prende idee, le smonta, le rimonta, le collega. Mette insieme cose che nessun altro ha avuto prima l’idea di collegare e crea scenari che ai più sono semplicemente impensabili.

Per quel che mi riguarda, durante i miei incontri di consulenza in azienda, suggerisco spesso ai mie clienti di dedicarsi alla pratica di discipline integrate rispetto al loro business e allo studio di materie che, in apparenza, non sono apertamente collegate con quelle di solito approcciate ma che, proprio per questo, possono rivelarsi davvero utili.

Facciamo un esempio:in Italia, a differenza di quanto accade frequentemente negli USA, si guarda ancora con circospezione all’idea di introdurre in azienda corsi di meditazione o di mindfulness. Poco importa se giganti del business come Google e Apple o personaggi straordinari come Ariana Huffington o Oprha Winfrey siano ambasciatori di questi principi: il management nostrano (con le dovute eccezioni) valuta ancora come una possibile perdita di tempo il dedicarsi minuti per la concentrazione, il relax, il respiro consapevole. Eppure, si tratta di capacità di utilità assoluta: lo stress, oltre a essere dannoso per la salute, indebolisce nettamente la performance professionale. Manager o imprenditori stressati sono più inclini al litigio, creano in azienda clima ostile e, soprattutto, generano poche idee utili. Nelle riunioni, stagnano in sessioni di problem solving infinite. E, quando si tratta di progettare scenari futuri e delineare prospettive, restano al palo del “abbiamo sempre fatto così”. Questo, oggi, non basta più. Dobbiamo dare alla nostra materia grigia un cibo diverso, ricco di nutrienti variegati.

Il cervello umano funziona così, del resto: procede in modo radiante (e non lineare come credono coloro che ancora si ostinano a proporre elenchi puntati di power point durante corsi e riunioni!) e tende a mettere in connessione le idee che ha ascoltato, visto, sperimentato. Non può farne a meno: la ricerca di nessi causa-effetto e di interrelazioni fra pensieri e fatti diversi è una sua naturale caratteristica, che è letteralmente impossibile eliminare. Per questo, diventa basilare farcire il cervello con moltissimi spunti differenti, che spazino fra argomenti ed esperienze anche molto diverse fra loro. Se nel tuo cervello ci sono solo pochi concetti, per quanto ben sviluppati, che razza di connessioni potrà mai fare?

Quando abbiamo progettato wedoIT academy, a tal proposito, siamo partiti proprio dall’idea di offrire un palinsesto che comprendesse molti approcci diversi al business. Ecco perché nell’Academy puoi trovare corsi di comunicazione e corsi di mindfulness, oppure corsi di marketing evoluto e corsi di storytelling; oppure, ancora, corsi dedicati ai rituali del benessere affiancati da corsi sul management del team. Ed ecco perché abbiamo scelto i nostri trainer pescando fra competenze diverse: scrittori di fama, esperti di management, numeri uno del marketing e innovatori nel campo dell’alimentazione e del benessere fisico in azienda. Riteniamo che un professionista con la P maiuscola, che si tratti di un manager o di un imprenditore o di un libero professionista, abbia il dovere, oggi, di destreggiarsi in campi diversi e che abbia la necessità sempre più impellente di sapere tanto, di tutto.

Paolo Borzacchiello

 

L’unico modo per diventare eccellenti è sviluppare competenze diversificate e integrate: scopri come fare in wedoIT Academy!

About Paolo Borzacchiello

Autore del best seller "Parole per vendere" e di altri libri sulla comunicazione e la vendita, è consulente e trainer in comunicazione persuasiva e strategica. Ha creato il metodo HCE® ed è il direttore di wedoIT Academy. Ogni anno forma migliaia di persone dal vivo e segue personalmente la consulenza di politici, imprenditori e manager.

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