CONTROLLA

INFREQUENTLY ASKED QUESTIONS (CHE GLI HR NON POSSONO LEGGERE)

Attenzione! 

Questo post, è vero, è dedicato soprattutto a tutti coloro che devono affrontare colloqui di assunzione. Ma è anche dedicato a tutti coloro che apprezzano il potere di un’eccellente comunicazione e vogliono ogni giorno imparare qualcosa di nuovo e diverso.

“Se si è capaci di cambiare i pensieri si possono cambiare anche i comportamenti”, recita un mantra della PNL.

Nulla di più vero.

È davvero possibile, dunque, fare in modo che tutto questo porti a farsi scegliere dal prossimo datore di lavoro?

La risposta è sì e, per farlo, è necessario sapersi comunicare in modo efficace e saper fare le domande giuste, quelle che muovono le acque e portano il nostro interlocutore a pensare in modo diverso e alternativo.

Una delle forme più potenti di comunicazione è rappresentata dalle domande.

Proprio queste permeano tutto il processo di colloquio, quindi, se ben fatte possono essere agevolmente utilizzate per generare risposte di grande qualità che mirino, in sostanza, a dirigere l’attenzione verso alcuni aspetti piuttosto che altri, generare consenso, rompere uno schema.

Dopo tanti anni di esperienza, ne ho selezionate cinque, a mio avviso fra le più potenti, quelle che hanno distinto un candidato durante il colloquio e che me lo hanno fatto preferire rispetto agli altri.

1 – Quanto è importante la mansione che andrò a ricoprire all’interno dell’azienda?

2 – Da quanto tempo questa azienda ha Successo?

3Esiste qualche condizione per cui non sono idoneo al ruolo?

4Voi siete una catena a gestione diretta, ma gli acquisti sono centralizzati?

5Quali incentivi usate per premiare chi fa bene?

Questi punti di domanda hanno il “potere” di portare il candidato già dentro l’azienda, come se fosse già stato assunto, su una linea temporale che, in sostanza, costruisce solo lui, ma che, per essere presa in considerazione vede l’HR allinearsi alla sua posizione.

Vediamole.

Quanto è importante la mansione che andrò a ricoprire all’interno dell’azienda?

Presuppone importanza di ruolo, presuppone la ricopertura di tale ruolo e presuppone che in quell’azienda esista un ruolo IMPORTANTE, davvero difficile dissentire.

Da quanto tempo questa azienda ha successo?

Non: “da quanto esiste”, ma “da quanto tempo ha successo”. Questa domanda suona in maniera molto seducente e presuppone, appunto, il successo dell’azienda. Cosa che, ti assicuro, mette di buon umore qualsiasi HR.

Esiste qualche condizione per cui non sono idoneo al ruolo?

Probabilmente la domanda più forte di questo elenco.

Mette l’HR nelle condizioni di dare un feedback sincero sul momento, quindi senza avere “l’helicopter view” dell’intera sessione, senza poter avere i termini di paragone tanto utili alla scelta finale.

Questo porterà ad esprimere un giudizio che, tendenzialmente, sarà positivo; un giudizio dal quale poi difficilmente si potrà tornare indietro.

Voi siete una catena a gestione diretta, ma gli acquisti sono centralizzati?

Definirei questa domanda da “inside business”.

Una di quelle domande che dimostra quanto il candidato sia già entrato nel modus operandi dell’azienda e si stia già interessando alla sua cultura; dimostra evidentemente che c’è stato uno studio, una voglia di approfondire e quindi un vivo coinvolgimento, aspetto fondamentale che conferma una forte volontà a voler entrare a far parte dell’organizzazione.

Quali incentivi usate per premiare chi fa bene?

Una domanda con una doppia valenza. Se l’azienda utilizza incentivi è un’occasione in più di dialogo e di apertura reciproca, se l’azienda non dovesse utilizzare sistemi premianti potrebbe essere un’occasione per riflettere e l’HR apprezzerà lo spunto: il ricordo del candidato sarebbe sicuramente diverso da quello degli altri profili.

Farsi scegliere, tutto sommato, è semplice. È sufficiente calibrare la persona che ti deve scegliere, conoscere i propri valori aggiunti e saperli elencare così come li preferisce chi ascolta. Troverai, al riguardo, tantissimi altri spunti in questo blog.

Buon lavoro!

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About Giuseppe Petrillo

Psicologo del lavoro con certificazione internazionale in Programmazione Neuro- Linguistica. Ha lavorato per il gruppo Fendi in qualità di HR&Training Manager maturando grande esperienza nel settore dei servizi in cui ha curato lo start-up di cinque diversi format sotto il profilo delle risorse. Oggi è un Job and Recruiting Trainer in grado di interpretare il fabbisogno umano di aziende alla ricerca di nuove risorse e di formare HR al recruiting e al training.

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