CONTROLLA

L’ANIMO DEL SUCCESSO

“Ogni locale, o negozio, o azienda è il riflesso degli atteggiamenti delle persone che ci lavorano”.

Così esordii la prima volta che mi trovai a parlare di clima aziendale quando quello che avevo letto sui libri aveva lasciato il posto alla vera vita d’azienda.
Il bello e il cattivo tempo sono dati da quell’atteggiamento di chi “sta sopra” perché a pioggia, ricade su tutti.

Il “numero 1” ride: gli altri fanno battute.
Il “numero 1” inveisce contro qualcuno o qualcosa: gli altri diventano corde di violino.
Il “numero 1” non parla: gli altri rimangono in un religioso silenzio.

Questo è “l’effetto Leader”, un qualcosa di intangibile, difficilmente descrivibile ma oltremodo concreto che diventa visibile sulle facce di tutti anche se non sta sulla faccia di nessuno.
Al di là dei fiumi di parole scritte sul significato della parola Leader è importante dire che CHI GUIDA ha il compito fondamentale, in primis, di calibrare il senso delle sue azioni; la sua è una responsabilità sociale, prima di tutto.
Chi sta ai vertici deve avere delle caratteristiche che siano capaci di far lavorare gli altri in modo efficace e per farlo deve possedere delle doti umane che siano nettamente superiori alla media, e questo, non lo si impara ai corsi, semplicemente perché nessuno lo insegna.

Dire “Ciao” fa la differenza. Offrire un caffè fa la differenza. Dire una parola buona fa la differenza. Capire le situazioni fa la differenza. Permettere di far esprimere il vero potenziale fa la differenza.

Se assumessi una persona con un’esperienza al pubblico di anni a gestire un archivio in un sottoscala, oltre che sbagliare tutto a livello professionale commetterei un “reato” e sbaglierei tutto a livello umano, avrei costretto una persona a fare una cosa in cui molto probabilmente riuscirebbe, ma che diventerebbe la sua gabbia in pochi mesi, e questo genererebbe in lui frustrazione, rabbia, insoddisfazione, anche a fronte dello stipendio che arriverebbe regolare tutti i mesi
E allo stesso modo chi dirige DEVE prima dirigere i suoi stati d’animo, le sue parole e le sue azioni perché diventi un tutto coerente capace di esaltare il singolo con lo scopo di renderlo sereno, perché nessun professionista sa lavorare senza serenità.
Le aziende sono piene di staff insoddisfatti, stanchi di fare sempre le stesse quattro cose, esausti nella loro professionalità ormai sbiadita dalla routine e dalle scadenze: per questo avere “qualcuno che tiene su il morale” è di cruciale importanza.
E questo non lo danno i meeting o le convention una tantum ma lo da la forza del quotidiano, l’interazione umana, la consapevolezza di essere parte di un meccanismo perfetto che si alimenta con i sentimenti che tutti portano su quelle scrivanie, su quei pavimenti, su quei desk.
E’ inevitabile dare successo se ognuno sa far accadere le cose, e per farle accadere è sufficiente raggiungere un grado di consapevolezza utile a dimostrare, in ogni gesto durante quelle otto o dieci ore, che prima si è persone e poi professionisti.

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Il potere della parola

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About Giuseppe Petrillo

Psicologo del lavoro con certificazione internazionale in Programmazione Neuro- Linguistica. Ha lavorato per il gruppo Fendi in qualità di HR&Training Manager maturando grande esperienza nel settore dei servizi in cui ha curato lo start-up di cinque diversi format sotto il profilo delle risorse. Oggi è un Job and Recruiting Trainer in grado di interpretare il fabbisogno umano di aziende alla ricerca di nuove risorse e di formare HR al recruiting e al training.

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