CONTROLLA

L’HR E IL DESTINO DELL’AZIENDA

«Lo spostamento di un singolo elettrone per un miliardesimo di centimetro, a un momento dato, potrebbe significare la differenza tra due avvenimenti molto diversi, come l’uccisione di un uomo un anno dopo, a causa di una valanga, o la sua salvezza.» Così Alan Turing sosteneva nel suo libro “Macchine calcolatrici e intelligenza” nel 1950.

In effetti è proprio così: un evento in un determinato momento può innescare tutta una serie di eventi a seguire, in una catena, praticamente, infinita.

E come si traduce tutto questo nel mondo del Business?

Spesso l’HR Manager viene messo in secondo piano rispetto alle altre figure facenti parte di un organigramma, “arriva” per così dire, dopo il general manager, il controller, il supervisor, ma la realtà dei fatti è che, a tutti gli effetti, è il primo, da un certo punto di vista.
L’HR vede tutti, prima di tutti; ha la facoltà di scegliere le figure che comporranno l’azienda, di prevedere le loro mosse, di introdurle a chi poi, effettivamente, lavorerà al loro fianco.
E se ci si riflette attentamente decide, in definitiva, non solo il ruolo e la mansione di una risorsa, ma anche la sua vita, o almeno una buona parte di essa.
A supporto di questa mia teoria viene quella del modello ecologico di Urie Bronfenbrenner psicologo russo laureatosi alla Harvard University.
Bronfenbrenner studiò il rapporto tra ambiente e bambino identificando quattro sistemi in cui l’individuo si sviluppa. Immaginò questi come dei cerchi concentrici a cui diede il nome di microsistema, mesosistema, esosistema e macrosistema, vediamoli nel dettaglio.

Microsistema
“Uno schema di attività, ruoli e relazioni interpersonali di cui l’individuo in via di sviluppo ha esperienza in un determinato contesto, e che ha particolari caratteristiche fisiche e concrete”.

Mesosistema
“Un mesosistema comprende le interrelazioni tra due o più situazioni ambientali alle quali l’individuo in via di sviluppo partecipi attivamente (per un bambino, ad esempio, le relazioni tra casa, scuola e gruppo di coetanei che abitano nelle vicinanze di casa sua; per un adulto, quelle tra famiglia, lavoro e vita sociale)”.

Esosistema
“Un esosistema è costituito da una o più situazioni ambientali di cui l’individuo in via di sviluppo non è un partecipante attivo, ma in cui si verificano degli eventi che determinano, o sono determinati, da ciò che accade nella situazione ambientale che comprende l’individuo stesso”.

Macrosistema
“Il macrosistema consiste nelle congruenze di forma e di contenuto dei sistemi di livello più basso (micro-meso- ed esosistema) che si danno, o si potrebbero dare, a livello di subcultura o di cultura considerate come un tutto, nonché di ogni sistema di credenze o di ideologie che sottostanno a tali congruenze”.

Quando un HR sceglie una risorsa, questa entrerà in un microsistema aggiunto, l’azienda, appunto. Il suo mesosistema cambia e automaticamente anche l’esosistema, e, a seguire, potrebbe mutare anche il macrosistema.
Tutto questo è alla base del cosiddetto “approccio ecologico”.
Questo processo di adattamento è influenzato dalle relazioni tra i diversi setting e dai contesti più ampi nei quali i setting stessi sono collocati.

Basta fare un esempio:
Giuseppe viene valutato idoneo per un nuovo lavoro in un’azienda, l’azienda è fatta di persone e queste diverranno delle nuove conoscenze portatrici sane del loro mondo e delle loro percezioni di esso. La condivisione delle ore di lavoro, delle giornate e dei momenti aziendali produrrà deigli, inevitabili, cambiamenti.
Tutto questo, probabilmente, genererà nuovi rapporti, nuove potenziali amicizie e quindi una nuova vita di relazione.
Le relazioni potrebbero essere, a loro volta, influenzate dalle vite delle mogli o dei mariti di queste nuove conoscenze e tutto potrebbe subire un ulteriore cambiamento qualora l’azienda avesse necessità di ricoprire ruoli al di fuori del paese di origine della persona, in cui gli usi e i costumi sono totalmente diversi rispetto a quelli precedenti.
Bronfenbrenner parla del bambino, ma la teoria è facilmente applicabile anche ad un lavoratore che entrando a far parte di un nuovo staff aziendale muta i suoi legami, i suoi rapporti con il mondo e di conseguenza le sue visioni.

Una persona, in sostanza, può vedere la sua vita cambiare in poche settimane e questo avviene grazie ad un’altra persona che, prima, ha scelto per lui. Ecco perché, quando si assume qualcuno, si dovrebbe affidare questo incarico a un professionista in grado di valutare anche questi aspetti. Per il bene della persona assunta, certo. E soprattutto per il bene dell’azienda stessa, che con un dipendente soddisfatto e felice potrà massimizzare il suo investimento.

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About Giuseppe Petrillo

Psicologo del lavoro con certificazione internazionale in Programmazione Neuro- Linguistica. Ha lavorato per il gruppo Fendi in qualità di HR&Training Manager maturando grande esperienza nel settore dei servizi in cui ha curato lo start-up di cinque diversi format sotto il profilo delle risorse. Oggi è un Job and Recruiting Trainer in grado di interpretare il fabbisogno umano di aziende alla ricerca di nuove risorse e di formare HR al recruiting e al training.

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