ISPIRA

MACRON: INCAPACE O MANIPOLATORE?

Di recente, il Presidente Francese Macron ha pubblicato sulla sua pagina Facebook, in italiano (cosa molto apprezzabile), un bizzarro messaggio, che qui ti riporto.

Per l’Europa: 
1. Non siamo deboli. Scegliamo. 
2. Non siamo divisi. Uniamoci.
3. Non abbiamo paura. Osiamo fare. 
4. Non aspettiamo. Agiamo ora.

Mi ha incuriosito, al punto da chiedermi se si tratta di incompetenza totale o di tentativo di manipolazione ben studiato.

Vediamo la prima ipotesi, quella della totale incompetenza di chi lo ha scritto. Ci sono, in questo bruttissimo post, almeno tre errori madornali, un vero scempio alle regole base della comunicazione efficace.

Il primo riguarda l’uso delle negazioni. Come ho già scritto e documentato altrove, è vero che il cervello, alla fine, riesce a capire più o meno il senso di una frase che inizia con una negazione (cioè: se io leggo “non essere debole”, ci arrivo a capire che il messaggio vero è “sii forte”). È altrettanto vero che il cervello trasforma in reazione chimica qualsiasi cosa legga, in senso letterale. Quindi, prima di arrivare a capire il senso delle frasi, il mio cervello registra quattro comandi diretti ben precisi: “siamo deboli, siamo divisi, abbiamo paura, aspettiamo”. Imbarazzante.

Il secondo errore riguarda la quantità di testo: mai e poi mai (ripeto: mai e poi mai) mettere 4 punti elenco in una comunicazione asciutta come questa. Ne metti 3, o ne metti 5. 4, mai. Errore madornale.

Il terzo errore riguarda il massiccio uso di verbi dal processo non specificato, tanto carini ed emozionanti da leggere ma totalmente privi di efficacia: scegliamo cosa? quando? come? agiamo come? dove? e così via. Uno dei principi più famosi del marketing è “troppa scelta, nessuna scelta” e quindi se io lascio troppo agio al lettore, il lettore certamente è emotivamente influenzato dall’idea di agire ma poi, nel dubbio e nella totale mancanza di altre indicazioni, sta fermo. Quindi, terzo banale e grave errore.

Fin qui, voto 2 senza appello all’autore del post.

La seconda ipotesi, inquietante, è quella del tentativo di manipolazione. Riprendiamo gli errori di cui sopra, che a questo punto potrebbero essere voluti.

Il primo errore diventa il mezzo per paralizzare il lettore con la paura: tu leggi “siamo deboli, siamo divisi, abbiamo paura, aspettiamo” e la tua amigdala si accende come un albero di Natale, inviando segnali di pericolo a tutto il corpo e innescando la produzione di ormoni dello stress, in primis il cortisolo. A questo punto, io ho un lettore impaurito… e fermo.

Il secondo errore diventa il mezzo per confondere: proprio perché il 4 è un pessimo numero, lascia chi lo legge confuso, in attesa di qualcos’altro. Ancora una volta, fermo.

Il terzo errore è la ciliegina sulla torta: ho, ormai, un lettore fermo e confuso e lo imbottisco di verbi senza indicazioni, che lascerebbero paralizzato un cliente tranquillo in un supermercato, figuriamoci qualcuno già pieno di cortisolo.

Quale potrebbe essere il senso di una manipolazione del genere? Non ne ho idea: so solo che i cervelli spenti sono facilmente influenzabili e so che quando abbiamo paura firmiamo qualsiasi cosa senza pensarci troppo e facciamo senza discutere quel che poi ci dice il capo. È la sopravvivenza della specie. Ed è il gioco di tanta politica. E qui il voto sarebbe un bel 9.

A voi l’ardua sentenza.

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About Paolo Borzacchiello

Autore del best seller "Parole per vendere" e di altri libri sulla comunicazione e la vendita, è consulente e trainer in comunicazione persuasiva e strategica. Ha creato il metodo HCE® ed è il direttore di wedoIT Academy. Ogni anno forma migliaia di persone dal vivo e segue personalmente la consulenza di politici, imprenditori e manager.

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