CONTROLLA

OGGI MEGLIO DI IERI E DOMANI MEGLIO DI OGGI

Se considerassimo la nostra abitazione un rifugio, un nido caldo, una zona di assoluta sicurezza, anziché un tetto e un posto in cui mangiare, probabilmente le presteremmo molte cure, e certamente tempo, soldi e sforzi per renderla sempre più accogliente.
Probabilmente non ci accontenteremmo di mantenerla semplicemente nello stato in cui si trova, ma cercheremmo di abbellirla regolarmente: sposteremmo i mobili, altri oggetti d’arredamento, cambieremo i colori.

Passeremmo il tempo a pensare a come renderla diversa, e se veramente fossimo degli appassionati, questo, potrebbe essere un processo senza fine, e non arriverebbe mai un giorno in cui la nostra soddisfazione sarebbe più grande della voglia di superarci ancora.
La nostra casa diventerebbe così, un qualcosa di cui poter andar fieri: rappresenterebbe noi stessi, il nostro impegno, sarebbe una nostra naturale estensione.

Chi già considera la propria casa in questo modo e si comporta come sopra ho descritto sa bene di che cosa parlo.

Dunque, perché se il nostro lavoro ci piace davvero, non ci comportiamo nello stesso modo?

Nell’esempio della casa è facile immaginare quanti modi esistano per migliorarla: potremmo interpellare un architetto e un’impresa di costruzioni, una ditta di interior design, e addirittura decidere di ristrutturarla; in sostanza potremmo sconvolgerla totalmente investendo molti soldi, oppure, decidere di migliorarla passo dopo passo utilizzando un budget più basso.

È qui che si decide se muoversi in un’ottica Kaizen o in un’ottica Kayrio.

Kayrio significa “rinnovamento tecnologico su larga scala”, mentre Kaizen significa: “miglioramento continuo, passo passo”.

Qual è l’approccio migliore?

Nessuno dei due: i due modi sono semplicemente diversi, e quindi appropriati in circostanze diverse.

In qualche caso potrebbero anche essere usati in modalità complementare, o addirittura, l’uno dopo l’altro.
Rimane, però, una differenza sostanziale tra i due approcci: l’ottica Kairyo mira all’utilizzo di risorse finanziare per ottenere ciò che si vuole, mentre, la visione Kaizen utilizza soprattutto la mente, la creatività, il pensiero divergente.                                                

La più importante caratteristica dell’approccio Kaizen è, quindi, il valore aggiunto umano.

Migliorare attraverso un approccio Kaizen comporta un profondo, sistematico e continuo coinvolgimento delle persone, le quali utilizzando alcune tecniche, mettono in moto nuovi meccanismi capaci di mutare processi, metodi e dinamiche aziendali.

“L’approccio Kaizen al miglioramento è quello di chi non avendo soldi non può spenderne per apportare migliorie e quindi sfrutta l’unica possibilità che gli resta, fatta di utilizzo di buon senso, creatività e pazienza.”

Per questo il Kaizen è una vera e propria energia mentale che deriva da tutti e tre i nostri cervelli.

Come è possibile ottenere il Kaizen?

Il primo passo è seguire il principio dei tre “gen”:

  • Genba, che significa luogo di lavoro;
  • Genjitsu, che significa agire sulla realtà concreta;
  • Genbutsu, che significa migliorare il prodotto o servizio offerto dall’azienda.

Ogni azienda ha dei “problemi” che devono diventare situazioni da risolvere, per cui è indispensabile accertarsi con sicurezza dell’efficienza del luogo di lavoro, degli oggetti (intesi come macchinari) utilizzati per la produzione, dei contenuti umani e non.

Una volta fatto questo, attraverso un’attenta osservazione, devono essere applicate delle tecniche che agevolino nuove decisioni, come ad esempio il diagramma di Ishikawa.

In sette punti:

  1. Individuare l’effetto da analizzare (il problema);
  2. Verificare attraverso un brainstorming se sia effettivamente quello;
  3. Impostare lo schema grafico di base (le grandi categorie, quali quelle su riportate);
  4. Per ogni categoria elencare i fattori principali;
  5. Specificare per ogni fattore principale tutti i fattori che possono essere considerati come cause e posizionarli secondo lo schema ad albero che evidenzia le relazioni reciproche, procedendo sempre più nel dettaglio;
  6. Verificare se tutte le cause sono state elencate;
  7. Completare il diagramma con tutte le informazioni necessarie (titolo, periodo di analisi, chi lo ha compilato, il reparto, ecc.).

                                                                                                                                            

Tutto questo genererà risultati, anche in termini di creatività e la creatività è l’elemento essenziale per ogni impresa che decide di mirare ad alti livelli di performance.

 

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About Giuseppe Petrillo

Psicologo del lavoro con certificazione internazionale in Programmazione Neuro- Linguistica. Ha lavorato per il gruppo Fendi in qualità di HR&Training Manager maturando grande esperienza nel settore dei servizi in cui ha curato lo start-up di cinque diversi format sotto il profilo delle risorse. Oggi è un Job and Recruiting Trainer in grado di interpretare il fabbisogno umano di aziende alla ricerca di nuove risorse e di formare HR al recruiting e al training.

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