RESPIRA

PERCHÈ I RITUALI POSSONO SALVARTI LA VITA

Da molti anni mi occupo di comportamento umano e da qualche anno ho dedicato sempre più tempo al modo in cui funziona il cervello, per poterlo usare al meglio e trarne il massimo profitto. La prima cosa da dire, al riguardo, è che il cervello è neofobico, ovvero ha una avversione naturale per le novità. Potrebbe sembrare strano, nell’epoca del “nuovo” per eccellenza: nuovi prodotti tutti i giorni, nuove idee, novità ovunque. In effetti, il cervello è attratto dalle cose nuove, ma poi ha paura di farle sue. Il motivo è semplice: imparare è faticoso, e il cervello fa il possibile per risparmiare energia che, dal suo punto di vista, potrebbe essere più utile per procacciare cibo o scappare in piena notte durante un assalto di leoni al villaggio.

Ecco perché la maggior parte delle persone preferisce continuare con le vecchie abitudini, anche se sono poco salutari o poco utili rispetto ai propri obiettivi. Il proverbio che ci inculcano sin da bambini, insomma (“chi lascia la strada vecchia per la strada nuova sa quello che lascia ma non sa quello che trova”), è molto più che un bonario avvertimento di mamma o papà: è la descrizione precisa di come pensa il nostro cervello. Lui cerca solo di imparare il più rapidamente possibile le nuove cose da fare, per farle “transitare” dalla necorteccia, luogo in cui ha sede il ragionamento faticoso, verso i gangli basali, luogo in cui hanno sede, invece, le cose che facciamo in automatico e che non richiedono alcuno sforzo mentale.

Hai presente quando la mattina ti alzi, vai in bagno e afferri lo spazzolino senza pensarci, per poi eseguire tutte le altre operazioni di routine mentre stai ancora cercando di svegliarti? Ecco, il cervello cerca questo tipo di situazioni, le adora: se riesce a farti fare tutto in automatico, ha vinto!

Siamo programmati per evitare di acquisire nuove abitudini e, allo stesso tempo, abbiamo la necessità costante di crescere, apprendere, sviluppare nuove capacità: ce lo richiedono il nostro business e il mondo in cui viviamo. Come gestire e risolvere questo dilemma? La risposta è in una parola magica: rituali. Si tratta di un principio in realtà molto semplice e che consiste nell’abituare il cervello a eseguire piccoli compiti, senza eccessiva fatica, giorno dopo giorno, fino a farli diventare un’abitudine naturale. Quando si tratta di imparare qualcosa di nuovo, il cervello attraversa 4 fasi distinte:

  • Incompetenza inconscia: si tratta del momento in cui io “non so di non sapere”. Ad esempio, sono piccolo e ignoro il fatto che esista una attività umana chiamata “guidare”.
  • Incompetenza conscia: ovvero, il rendersi conto che esiste una abilità che io non possiedo. Ad esempio, crescendo scopro che esiste una abilità chiamata “guidare” e che io non la possiedo.
  • Competenza conscia: la fase in cui io applico uno sforzo mentale per imparare qualcosa. Tornando al nostro esempio, pensa alla scuola guida o ai primi viaggi da solo in automobile, quando la tua attenzione vigile era su ogni aspetto della guida.
  • Competenza inconscia, ovvero la fase in cui finalmente fai le cose in automatico. Guidi e ti godi il paesaggio, senza pensare a niente altro.

Il passaggio delicato è quello fra la fase 3 e la fase 4: se è troppo difficile eseguire i compiti in modo conscio, c’è il rischio che il cervello faccia marcia indietro e abbandoni la partita prima di essere diventato bravo nella nuova abilità.

È esattamente a questo punto che intervengono i rituali, che consistono nell’identificare azioni semplici e gestibili che, ripetute, diventeranno poi parte di tutte le nostre competenze inconsce.

Come fa un grande tennista a diventare grande? Allenandosi tutti i giorni, gesto tecnico dopo gesto tecnico.

In wedoIT Academy dedichiamo ampio spazio a questo concetto, perché abbiamo verificato personalmente come le sane abitudini ripetute giorno dopo giorno possano generare cambiamenti duraturi nel tempo senza alcuno sforzo (o quasi) di volontà.  Tutto nasce da una domanda: in che cosa posso o voglio migliorarmi? Da qui in poi, si tratta di selezionare quei comportamenti da adottare che mi porteranno verso la meta desiderata. Facciamo alcuni esempi: come posso sviluppare il learning transfer? Un modo potrebbe essere quello di leggere più libri di diverso genere e un altro modo potrebbe essere quello di studiare materie nuove. Come rendere queste attività sostenibili e leggere? Facendole diventare rituali: ad esempio, ogni giorno dedicare un tot di tempo alla lettura (possibilmente alla stessa ora del giorno) e ogni giorno dedicare qualche minuto allo studio di un corso. Bastano pochi minuti al giorno: quello che conta è la costanza, il ripetere la cosa tutti i giorni. Far diventare lo studio o la lettura un rituale, appunto. Oppure: come posso sentirmi meglio? Facile: un respiro alla volta! Ovvero: potresti inserire nella tua vita un rituale dedicato al respiro consapevole, anche solo 5 minuti al giorno, la mattina, prima di iniziare con il resto delle attività. Infine, un terzo esempio: come posso aumentare il mio network di conoscenze? Facile: un contatto alla volta! Potresti inserire fra le tue attività quotidiane quella di contattare con un breve messaggio un potenziale nuovo contatto al giorno. Anche in tal caso, il segreto è la costanza: fare poco, ma tutti i giorni, qualsiasi cosa accada.

I rituali ti cambiano davvero la vita: puoi crearne quanti ne vuoi, e puoi averne tutti i giorni. Puoi creare rituali per il tuo benessere, per perdere peso o per leggere più libri: la cosa che conta è ricordarti che più rituali del benessere hai, più il successo è assicurato!

 

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About Paolo Borzacchiello

Autore del best seller "Parole per vendere" e di altri libri sulla comunicazione e la vendita, è consulente e trainer in comunicazione persuasiva e strategica. Ha creato il metodo HCE® ed è il direttore di wedoIT Academy. Ogni anno forma migliaia di persone dal vivo e segue personalmente la consulenza di politici, imprenditori e manager.

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