RESPIRA

QUANTO RIMANI SEDUTO AL RISTORANTE E PERCHÈ

Ti sei mai chiesto perché non dormiamo sul tavolo e non lavoriamo sul letto? La risposta sembra scontata, ma non lo è poi così tanto.

Per fartelo capire ti porterò un esempio pratico. Ho avuto il privilegio di cenare in due notevoli ristoranti, entrambi stellati Michelin: il Gordon Ramsay au Trianon di Versailles e il Joia di Milano.

In questa sede non voglio parlare di cibo, che in entrambi i casi è stato eccezionale, ma di un elemento in particolare che ha reso le due esperienze completamente diverse.

Da quel che puoi vedere in queste foto, qual è stata secondo te la serata più rilassante?

Incredibile a dirsi, ma la vera discriminante tra i due locali è stata proprio lei: la sedia!

Nel ristorante Gordon Ramsay au Trianon mi hanno fatto accomodare su una sedia dalla forma avvolgente, imbottita e ricoperta di velluto. Il colore giallo e le linee curve hanno infine accentuato la percezione di una seduta estremamente morbida (i colori caldi e le forme sinuose, a parità di materiale, appariranno all’occhio umano più morbidi).

Nel ristorante Joia la scelta è caduta su una sedia di design, totalmente in legno e nera.

Nel primo caso il cliente è invogliato a rimanere seduto e addirittura ad appoggiarsi allo schienale a conversare tra una portata e l’altra e anche se la cena si dovesse protrarre più del previsto difficilmente si potrà spazientire.

Nel secondo caso il cliente sarà un po’ meno rilassato e probabilmente, se starà seduto più del necessario, inizierà a muoversi sulla sedia e sarà portato ad alzarsi.

A prescindere dal gusto estetico, la percezione della durata della cena cambia già dalla consistenza degli elementi che abbiamo intorno.

Non sto parlando della comodità della sedia in sé, ma della sua consistenza.

Uno degli elementi principali che definiscono un luogo è quanto questo è duro o morbido.

Sì, hai capito bene: un ambiente può essere più duro di un altro, o quantomeno essere percepito come tale a seconda del tipo di materiali, strutture, oggetti che si trovano al suo interno: tappeti, tende e cuscini tenderanno a rendere un ambiente più morbido, pietra, sculture e mobili invece ne aumenteranno la durezza.

Ma quali sono in pratica le conseguenze di trovarsi in un ambiente più duro o più morbido? A livello neurologico un ambiente con elementi prevalentemente morbidi favorirà il rilassamento, al contrario un ambiente con elementi duri sarà più attivante.

Capirai bene che per ogni situazione il bilanciamento tra elementi duri ed elementi morbidi va calibrato attentamente. Quanto una persona deve essere attiva o rilassata dipende infatti dal tipo di azione che deve svolgere; ed ecco perché non dormiamo sul tavolo e non lavoriamo sul letto! Su un tavolo (scomodità a parte) non ci sentiremmo avvolti e protetti per dormire in tranquillità e, al contrario, lavorando su un letto il nostro operato sarebbe decisamente rallentato.

Per aumentare il benessere percepito mentre si lavora è utile calibrare al meglio la durezza di una stanza senza cadere negli eccessi. Questo è fondamentale anche per i locali aperti al pubblico, in particolare i ristoranti, in cui si deve rimanere al tavolo per una certa quantità di tempo.

La scelta non è necessariamente giusta o sbagliata, ma di certo le sedie del Gordon Ramsay au Trianon saranno più adatte ad un ristorante che vuole favorire il rilassamento degli ospiti e farli rimanere a tavola il più possibile, le sedie del Joia saranno migliori per un ristorante che preferisce pasti veloci e un maggiore ricircolo di tavoli.

Prima di allestire un qualunque locale aperto al pubblico poniti la domanda fondamentale: “Qual è il comportamento che voglio favorire nei miei clienti?”. Solo così potrai avere un ambiente che rispecchia i valori della tua azienda. E prima di acquistare il prossimo elemento di arredo per il tuo ufficio o la tua azienda, chiediti: “come voglio stare? come voglio far stare chi lavora con me?”

 

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