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SEI PRONTO PER IL DIGITAL DETOX?

Possiedo un Macbook air13, un Macbookpro, un iPad e un iPhone. Te lo dico a scanso di equivoci: aldilà di un vago apprezzamento per Apple e i suoi prodotti, non sono seduto sopra una montagna a giudicare l’evoluzione del mondo né sono per il ritorno ai segnali di fumo o ai piccioni viaggiatori.  Adoro la tecnologia. Nonostante il mio ruolo di Direttore di uno dei centri buddisti più importanti nel mondo, la tecnologia fa parte della mia vita quotidiana, personale e professionale.

Perché, dunque, ti dico questo? Perché adoro anche la pizza, ma non posso mangiarne 75 al giorno.

E 75, secondo un articolo apparso recentemente in un noto quotidiano nazionale, è il numero di volte che i ragazzi controllano quotidianamente lo smartphone. A mio parere, da quel che posso vedere in giro, si tratta di una stima decisamente ridotta: probabilmente, in alcuni casi, possiamo parlare di centinaia di volte al giorno. E il numero sale se consideriamo liberi professionisti ossessionati da notifiche e mail.

11 milioni di americani, a tal proposito, soffrono di email addiction.

54 sono i minuti che in media passiamo quotidianamente su Facebook e, anche in questo caso, a mio avviso le stime sono decisamente ottimistiche: nella media delle persone che conosco, il tempo speso su Facebook – e non parlo di chi lo usa per lavoro – è sicuramente superiore.

Sai che cos’è la F.O.M.O. (fear of missing out)? E’ una patologia riconducibile alla variazioni della tua psicofisiòlògia quando non sei connesso. Se il tuo cellulare non ha campo o sai che si sta per scaricare, cominciano a succedere cose (magari impercettibili) nel tuo organismo. Variazioni della pressione sanguigna, modifica della temperatura corporea, stati di ansia. In generale la dipendenza dal digitale genera nel cervello fenomeni simili a quelli riconducibili alla dipendenza da oppiacei.

Il rischio di dipendenza dal digitale è tale soprattutto perché è inconsapevole: raramente abbiamo la percezione di quanto davvero utilizziamo smartphone e social. La cosa importante da dire è che questa dipendenza può modificare gradualmente le nostre relazioni nonché l’efficacia delle nostre prestazioni lavorative. Per questo, bisogna agire per tempo, consapevolmente e con grande buon senso, partendo dal presupposto che è la dose che fa il veleno!

Nel tempo, per esperienza personale e per studi sull’argomento, ho cercato di fare un uso consapevole della tecnologia e sono qui per condividere con te alcuni preziosi strumenti per gestire in maniera più salubre il tutto. La mindfulness, in particolare, intesa come sviluppo di presenza mentale e di contenimento delle nostre modalità reattive, è un potente antidoto a qualsiasi forma di dipendenza. In wedoIT Academy  ti presento un percorso di consapevolezza e dieta digitale per un approccio più salutare ed efficace alla tua vita e al tuo lavoro. In attesa di conoscerci in uno dei videocorsi che ho realizzato per wedoIT Academy o nel prossimo evento live, ecco per te tre suggerimenti:

  • Trova un posto in casa per il tuo smartphone. Hai un posto per l’ombrello? Ok e allora trova anche un posto dove poggi il tuo cellulare. Diversamente il rischio è che ti segua ovunque e tu abbia la costante tentazione di guardarlo, magari mentre i tuoi cari ti stanno parlando o richiedono comunque la tua attenzione.
  • Togli le notifiche, gli alarm e i pop up che invadono il tuo display. Mentre scrivi un report o un articolo, non ti serve sapere che è arrivata una email né tanto meno che hai un like in più al tuo post su facebook. Piuttosto, pianifica le sessioni di lettura e risposta della tua posta elettronica o la tua presenza sui social.
  • Fai un piano di attività che ti danno piacere e che prevedono il contatto con persone/amici non virtuali e/o con la natura.

Quest’ultimo suggerimento potrebbe sembrarti eccessivo: eppure, è forse il più importante. Nell’epoca più connessa della storia, a volte facciamo fatica a salutarci di persona.

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About Filippo Scianna

Direttore dell'Istituto Lama Tzong Khapa, è fra le figure più importanti nel panorama nazionale per quanto riguarda buddhismo e mindfulness. Avvocato con un Master in mediazione familiare, civica e penale all'Università degli Studi di Padova, è diventato Istruttore di Mindfulness formato all'interno del programma MBSR (Mindfulness Based Stress Reduction) gestito da AIM (Associazione Italiana Mindfulness).

2 thoughts on “SEI PRONTO PER IL DIGITAL DETOX?

  1. gracielafontaneto@gmail.com ha detto:

    Exelente articulo !

  2. lorenzo.vanzo@gmail.com ha detto:

    Ho iniziato da qualche mese a fare la mia “ultima ora giornaliera” di Digital Detox.

    Stavo pensando a come vivevano i nostri antenati, senza tecnologia. Niente schermi e cellulari, persino niente energia elettrica.

    A questo punto ho deciso di dedicare l’ultima parte della mia giornata a riequilibrare il mio spirito, la mia mente ed il mio cervello a ritmi più naturali: ogni sera “spengo” completamente la tecnologia, illumino la stanza di candele (al punto che posso riuscire a leggere senza difficoltà) e predispongo il mio corpo ad un sonno ristoratore. Funziona davvero.

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